THE HOMELESS: 39 QUESTIONS FOR YOUR REFLECTION


THE HOMELESS: 39 QUESTIONS FOR YOUR REFLECTION 
by Kindness

1. When you see a homeless person, do you look the other way and keep on walking?
2. Do you avoid making eye contact?
3. Is there a sudden selective deafness when you “hear”, or don’t, their requests for help?
4. If you do ignore a homeless person’s request for help, just how quickly does the incident evaporate from your mind?
5. Seconds? Minutes? Hours?
6. What is your honest opinion of these people who are teetering on the very edges of our society?
7. Do they feel that, possibly, they deserve their predicament?
8. Could it be that they are lazy?
9. If so, should they simply get off their lazy rear-ends and look for a decent job?
10. Is it easy to get a job where you live?
11. Do you think it is any easier to get a job, where you live, if you’re homeless?
12. Have you considered that there are homeless people who do have regular jobs?
13. Does your suspicion that some of these people might be pulling a con and actually making good money by pretending to be homeless and begging, stop you from helping any of them?
14. Do you feel a sense of disgust or detest the way they smell, look, sound or behave?
15. Do you have any personal experience of homelessness?
16. Could you handle being homeless day after day and keep things together?
17. Would you smell better, behave better or beg less, than a homeless person does, if you did not have a home to go to for the next four weeks?
18. Are the homeless asking for money because, in the main, they want to buy drugs and/or alcohol?
19. If so, is that why you won’t help them?
20. Can you see that if you were homeless you might also want to take something to numb your feelings about the situation?
21. Do you think the homeless are completely beyond our ability to help?
22. Is it that they should pull themselves up by their own bootstraps?
23. Would you prefer them to be ‘relocated’ away from your line of sight so that they can also be put out of your mind?
24. What are your thoughts on the concept of homelessness being a crime?
25. Do you see homeless people and hear yourself muttering internal sound bites like, “there but
for the grace of God go I”?
26. Are you worried that their craziness, anger or diseases are contagious?
27. Were the homeless born homeless, addicted or mentally ill?
28. How close are you right now to being homeless?
29. How many missed salary payments would it take?
30. How many family members or friends would let you stay at their house?
31. How long would they let you stay?
32. Are you sure about that?
33. What would a bad divorce, redundancy or severe mental illness do to you?
34. Do you have a clear idea of just how far any one of us can fall and how quickly it can happen?
35. Are you immune from losing everything that you care about?
36. What is your response to these people who have less than you or nothing at all?
37. What is your response to a man, or woman, begging for food?
38. Do you help them, smile, offer something, anything, buy them food, stay there for a moment and engage in a conversation?
39. Are you somehow better than the homeless or just better off?

HOMELESS: 39 DOMANDE PER FARTI RIFLETTERE



1. Quando vedi un senza tetto, guardi dall’altra parte e continui a camminare?
2. Eviti il contatto visivo?
3. Avverti una sordità selettiva, quando ‘senti’, oppure ‘non senti’ le loro richieste di aiuto?
4. Se ignori la richiesta di aiuto di un senza tetto, in quanto tempo l’evento scompare dalla tua mente?
5. Secondi? Minuti? Ore?
6. Qual è la tua onesta opinione su queste persone che vivono ai margini della società?
7. Ritieni che forse ‘si meritino’ la loro condizione?
8. Potrebbero essere solo dei pigri?
9. Se sì, dovrebbero semplicemente darsi una mossa e cercare un lavoro decente?
10. È semplice trovare lavoro nel luogo dove vivi?
11. Pensi che sia più semplice trovare lavoro, nel luogo dove vivi, se sei un senzatetto?
12. Hai mai preso in considerazione l’ipotesi che esistono senza tetto che hanno un lavoro regolare?
13. Il sospetto che queste persone stiano mettendo in atto una truffa, e che in realtà stiano fingendo di essere senzatetto e di chiedere l’elemosina mentre in realtà fanno un sacco di soldi, ha influito sulla tua decisione di aiutarli o meno?
14. Provi un senso di disgusto o ripugnanza verso il loro odore, aspetto, suoni e comportamento?
15. Hai esperienze personali dell’essere un ‘senzatetto’?
16. Riusciresti a gestire meglio di loro la mancanza di un alloggio permanente con la prosecuzione di una vita normale?
17. Se non avessi una casa per le prossime quattro settimane, pensi che avresti un odore migliore di un senzatetto? Ti comporteresti meglio? Chiederesti meno l’elemosina?
18. I senzatetto chiedono l’elemosina perché, sostanzialmente, vogliono comperare alcol e droga?
19. Se sì, è per questo motivo che non li aiuti?
20. Ritieni plausibile, nel caso tu fossi un senza tetto, la possibilità di voler assumere sostanze che intorpidiscono la tua consapevolezza della situazione?
21. Ritieni che i senzatetto siano totalmente al di là della nostra possibilità di aiuto?
22. È per questo che dovrebbero rimboccarsi le maniche in prima persona?
23. Preferiresti che fossero ‘ricollocati’ fuori dal tuo campo visivo in modo da non doverci pensare più?
24. Quali sono i tuoi pensieri riguardo al concetto che essere senza tetto sia un ‘crimine’?
25. Ti capita di vedere un senza tetto e sospirare con sollievo “Grazie a Dio non è successo a me”?
26. Ti preoccupa che la loro follia, rabbia, o malattia sia contagiosa?
27. I senza tetto sono nati così? Ci si sono abituati? Sono mentalmente disturbati?
28. In questo momento, quanto sei prossimo alla soglia di povertà che ti porterebbe a perdere la casa?
29. In termini di stipendio, quanti mesi di mancato pagamento del medesimo ti porterebbero alla condizione di senza tetto?
30. Quanti membri della tua famiglia, o amici, ti ospiterebbero a casa loro?
31. Per quanto tempo sarebbero disposti a ospitarti?
32. Ne sei sicuro?
33. Quali conseguenze avrebbero su di te un brutto divorzio, la cassa integrazione o una seria malattia mentale?
34. Possiedi dati concreti rispetto all’eventualità di una discesa sociale e alla velocità in cui questa si può verificare?
35. Ritieni di essere immune rispetto alla possibilità di perdere tutto ciò che hai?
36. Qual è la tua reazione rispetto a queste persone che hanno meno di te? 
O niente del tutto?
37. Qual è la tua reazione di fronte a un uomo o una donna che elemosinano del cibo?
38. Li aiuti? Sorridi? Offri qualcosa, una cosa qualsiasi? Compri loro del cibo? Ti soffermi qualche istante e instauri una conversazione?
39. Ti ritieni intrinsecamente migliore di un senza tetto o semplicemente sei più ricco?

HOTEL LOS ANGELES ENG



Friday 23rd of March 2018 Giovanni Bai presents HOTEL_LO_S_ANGELES, an art installation dedicated to the condition of homeless people in Los Angeles and to their minimal infrastructures of living.

«Los Angeles City and County has the nation's largest population of chronically homeless people, a federal study has found. 2017: 57,794 people are homeless in Los Angeles and that number is up from 23% from 2016» reminds us Terrence Sanders wile illustrating his Spare Change research http://www.terrencesanders.com/spare-change/ 

This research, of which Terrence Sanders made me aware after my journey, confirms the impressions I gathered during my brief scouting expedition to L.A. as I was conducting a socio-visual survey on world metropolis. In this urban sprawl par excellence, the widespread presence of homeless people emerges visibly, especially in central areas as the Civic Centre, or in touristic districts such as Hollywood or Venice. Tents, encampments together with people sleeping on the ground with nothing (as also shown in the images of Spare Change), but most of all an entire population that pushes any kinds of carts, loaded with their scanty personal belongings or some paraphernalia to put on sale, in a fourth-world-like kind of economy.

HOTEL_LO_S_ANGELES

Venerdì 23 marzo 2018, nell’ambito della mostra 999. UNACOLLEZIONE DI DOMANDE SULL’ABITARE CONTEMPORANEO, Giovanni Bai presenta HOTEL_LO_S_ANGELES, una installazione dedicata alla condizione degli homeless di Los Angeles e alle loro strutture minime del vivere.

 

Nell’ambito della mostra 999. Una collezione di domande sull’abitare contemporaneo alla TRIENNALE di Milano, HOTELLO (un progetto di una casa-ufficio portatile di Roberto de Luca e Antonio Scarponi del 2013 per daskonzept) mette in scena l’essenza della misura minima dell’abitare e ospita una declinazione del progetto Abitare un ritardo, sviluppato da Ermanno Cristini e Giancarlo Norese al PROGR di Berna nel marzo del 2016. HOTELLO, SOMNIA ET LABORA coinvolge numerosi “artisti in visita” che si alternano quotidianamente, animando HOTELLO per il periodo della mostra, dando luogo a un dialogo a più voci.

Venerdì 23 marzo 2018 Giovanni Bai presenta HOTEL_LO_S_ANGELES, una installazione dedicata alla condizione degli homeless di Los Angeles e alle loro strutture minime del vivere.
«Los Angeles City and County has the nation's largest population of chronically homeless people, a federal study has found. 2017: 57,794 people are homeless in Los Angeles and that number is up from 23% from 2016» ci ricorda Terrence Sanders presentando la sua ricerca SPARE CHANGE
Questa ricerca, di cui Terrence Sanders mi ha informato dopo il mio viaggio, conferma le impressioni ricavate dalla mia breve ricognizione a Los Angeles nell’ambito del mio studio socio-visivo sulle metropoli del mondo: in quello che è lo sprawl urbano per eccellenza emerge la presenza diffusa di homeless, presenza che appare soprattutto evidente nelle zone centrali come il Civic Center o turistiche come Hollywood o Venice. Tende, accampamenti, ma anche gente che dorme per terra senza niente (come nelle immagini di Spare Change) ma soprattutto una popolazione che spinge carrettini di ogni genere, con tutti i loro pochi averi o le cose che mettono in vendita, in una economia da quarto mondo.


HOTEL_LO_S_ANGELES
999. UNA COLLEZIONE DI DOMANDE SULL’ABITARE CONTEMPORANEO
VENERDì 23 MARZO 2018 DALLE 11 ALLE 19
TRIENNALE - VIALE ALEMAGNA 6 - MILANO








MAO RED BOOM

Inaugura il 23 novembre 2017 alle ore 18 presso la Galleria Anna Maria Consadori in via Brera 2 a Milano la mostra “MAO. RED…BOOM!”, aperta fino al 23 dicembre.

Questa mostra espone e raccoglie un piccolo esercito di porcellane d’epoca nate come strumento di propaganda e diventate oggetti da collezione; accanto ad esse non mancano libretti rossi, vasi e altre testimonianze dell’epoca.


In mostra opere di  Giovanni Bai, Enrico Baj, Tomaso Buzzi, Franco Campigotto, Pasquale D’Orlando, Emilio Isgrò, Giacomo Manzù, Giuseppe Motti, Edoardo Perri, Marco Petrus, Francesco Radino, Giangiacomo Spadari, Andy Warhol, Yan Pei-Ming.

GALLERIA CONSADORI  
Orari: martedì-sabato, 10-13; 15-19